giovedì, 13 ottobre 2005

È chiaro e necessario: quando non stai male, non scrivi. E allora penso con quasi assoluta certezza che questo blog assumerà dei toni nerastri e lividi e questo mi spinge a ragionare sulla sua veloce chiusura.

Veloce, velocissima, pronta quanto il suo inizio.

Oggi ho iniziato a studiare per l'università, ed il primo libro aperto riguarda le trame più roventi della filosofia morale: la neurologia.

Come capiamo? Cos'è la coscienza? Quanto appartiene alla mente? L'emozione ha sede in lei? La esaurisce? E la coscienza stessa, esaurisce la mente?

Mi è sembrato di intraprendere un sentiero pieno di sassi che mi hanno sorpresa a percorrere con scarpe impreparate.

I miei sentimenti da sempre sono infuocati, e certo con assoluta razionalità, non mi aspetto ora di provarli più assopiti e dolci, ma tra la rinuncia e la disfatta io spero (o forse speravo) ci fossero confini più netti.

Quel che non sono riuscita a comprendere, è diventato l'arma con la quale mi sono trafitta. Io che sorprendentemente e oggettivamente "perdono" e comprendo le difficoltà degli approcci iniziali ai testi, ora mi sento distrutta e annoiata. Ho la nausea e non è fisica, eppure ho smangiucchiato uscendo dalla dieta.

Per questo mi odio.

Il primo fallimento ne consegue altri come potrebbe ragionare una catena senza fine.

Questo non mi piace. Devo risolvere e riesco solo a cadere.

Il terreno è brullo e paludoso. Si va avanti continuando a sbagliare... Dovrei accettare i miei limiti, e invece me ne uccido e mi danzo a morte in una ragnatela a labirinto dentro la quale non posso far altro che rotolare verso il basso..

Ad una sconfitta io ne faccio capitare un'altra, per forza e per pietoso piacere masochista.

Perchè ho bisogno di farmi del male in altri e cento modi quando manco in qualcosa?

..Aiuto..

 

 

 

 

 

postato da: Usagiusagi alle ore 18:59 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 06 ottobre 2005

No, no...

Proprio no.

Ma no.

Su, non è possibile.

Qua le cose non funzionano: non riesco a scrivere, e ho la vaga impressione sia perché non ho niente da dire al mondo.. Idea balorda e truffaldina, quella del blog..

Il coniglio non ha parole..

Mi scoccia pure scrivere, guarda un po' te! Basta, mi rode.. Mondo muori..

Addio.

postato da: Usagiusagi alle ore 20:13 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 01 ottobre 2005

L'ASSIUOLO

Dov'era la luna? ché il cielo
notava in un'alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù . . .

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com'eco d'un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù . . .

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d'argento
(tintinni a invisibili porte

che forse non s'aprono più? . . .);
e c'era quel pianto di morte. . .
chiù . . .

postato da: Usagiusagi alle ore 14:44 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 30 settembre 2005

Conigliamente conigliando

Bene, sono un coniglio pulito

Mentre facevo le immersioni nella vasca, pensavo ai miei personaggi.

Prima ero convinta che per lasciarsi andare alla finzione scenica, ci fosse bisogno dell'odore del legno del palco.. ma ora mi rendo conto che non è così. I bambini quando giocano a fare l'uomo ragno non stanno in nessun teatro, eppure le ragnatele e le fanciulle da salvare le vedono davvero..

Allora credo.. credo sia tutta necessità di cervello..

I personaggi di una storia e la storia stessa, stanno già nella mente.. tutto starebbe a tirarli fuori e iniziare a giocare.. In effetti è come in un gioco di ruolo, solo che mancano i dadi e una fiaba già scritta come sottofondo.

Mi piace dare vita a "personalità" differenti, pensare a come potrebbero rabbrividire, starnutire, mangiare biscotti, cucinare, vestirsi la mattina e innamorarsi.. Mi piace giocare di ruolo

Forse è questo, mi piace giocare, dunque giochiamo.

E a proposito di bambini, si potrebbero collegare al blog, a pensarci bene.. Un blog lo fa chi è egocentrico, no? Con un blog vuoi far rimanere, far conoscere, "imporre" (in un certo senso) quello che senti, o più semplicemente, quello che hai da dire.. E non c'è niente e nessuno di più egocentrico di un artista o di un bambino..

Voi siete poeti o infantili?

postato da: Usagiusagi alle ore 19:19 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 30 settembre 2005

Primo giorno di blog..

Non ho quasi mai pensato di tenere un diario, non per un motivo preciso.. Credo fosse per la paura di far conoscere quello che veramente penso.

Ma le cose sono cambiate. Le cose cambiano sempre.

Questo periodo della mia vita è caratterizzato da molti aspetti di differente natura, ed ognuno di questi segna profondamente le mie conoscenze e il mio stato, senza che io mi stupisca più. Ho spesso racchiuso le mie sensazioni di modo da non permettergli di uscire, e c'era da spaventarsi quando, per gli ovvi motivi di ogni giorno, venivano fuori per imporsi a tutto..

Ci penso adesso, al tutto. Mi ci sento parte e mi ci sento distaccata.. ed è abbastanza piacevole.

Adesso starò a vedere come e quanto procede. È anche possibile che ci si torni a stupire..

Le cose cambiano sempre. 

postato da: Usagiusagi alle ore 16:14 | Permalink | commenti (3)
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